|
La val Seriana si estende dalla pianura alle cime più alto delle Alpi
Orobie, tra cui il pizzo di Coca (3052 m), il pizzo dì Redorta (3037 m) e la punta di
Scais (3039 re), lungo il corso del fiume Serio, in un ambiente di grande interesse paesaggistico e
culturale.
Il tratto iniziale della valle del fiume Serio, ampio e contornato da
morbide colline, dimostra la sua origine di golfo padano e, favorita
dalla natura quasi pianeggiante, dal fiume e dalla presenza della mano
d'opera, partecipò, in misura assai maggiore delle altre valli
bergamasche, allo sviluppo industriale tra la fine dell'800 e l'inizio
del '900.
Partendo da piazzale
Oberdan in Bergamo, si devono seguire le vie Borgo S.Caterina e
F.Corridoni e, lasciando sulla destra la moderna superstrada,
imboccare la vecchia provinciale della Val Seriana fino ad arrivare ad
Alzano Lombardo.
Alzano Lombardo
Centro
industriale e commerciale posto strategicamente sulla strada
all'imbocco della valle Seriana, assunse, già a partire dall'alto
medioevo, un importante ruolo sia per i commerci sia per la produzione
di lane e sete. Di questa precoce e prospera attività economica
rimangono ancor oggi i segni nel tessuto urbano, nei palazzi e nelle
chiese.
Lungo la principale via Mazzini si allineano edifici che
rivelano nei portici al piano terreno e nelle logge al piano superiore
la tipologia delle case mercantili medievali: al civico n. 7, casa
Muttoni Mosca del secolo XVI; al 55, casa Carlessi
del XV secolo; al 69, il seicentesco palazzo Pelliccioli del
Portone, sede municipale . Allo sbocco in piazza Italia
s'impone la mole della basilica di S. Martino, edificata nel
1659 da Girolamo Quadrio sul luogo di una pieve medievale e terminata
agli inizi dell'800. Nel ricco interno a tre navate, si trova un
monumentale pulpito in marmo con sculture di Andrea Fantoni (1712) e
numerosi dipinti di pregio, tra cui:
nell'altare destro, Martirio di S.Cristoforo di GB. Piazzetta;
nel presbiterio, Miracolo di S. Martino di Gian Paolo Cavagna e
Madonna col Bambino e Santi di Enea Salmeggia; nella cappella a
sinistra, detta del Rosario, Madonna e S.Cristoforo di Jacopo
Tintoretto; nell'altare sinistro, Martirio di S.Pietro da Verona
di Palma il Vecchio. Particolarmente pregevoli le tre sagrestie
tornate alloro originario splendore dopo i recentissimi restauri
(1992-94): nella prima, sei grandi armadi barocchi sormontati da
gruppi scultorei lignei, opera di Grazioso Fantoni il Vecchio; nella
seconda, rivestita di ricchi stucchi e affreschi, risaltano i lavori
lignei di Andrea Fantoni: preziosi credenzini coronati da un complesso
scultoreo con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, due inginocchiatoi
e un imponente altare; nella terza, stalli rococò e due porte con
intagli e tarsie di G.B. Caniana.
Di fronte alla basilica via Fantoni conduce nella piazzetta
Matteotti, ove prospetta il palazzo del Comune, con portico
e tracce di affreschi, costruito alla fine del '300 e restaurato (?)
in anni recenti. A destra, per via S.Pietro, oltrepassata la
circonvallazione, si giunge alla quattrocentesca chiesa gotica di S.Pietro
Martire, con elegante presbiterio rinascimentale di Pietro
lsabello.
... la gita
continua
|