Home Page > Province > Bergamo > La val Seriana Mercoledi, 10 Marzo 2010 
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La val Seriana

La val Seriana si estende dalla pianura alle cime più alto delle Alpi Orobie, tra cui il pizzo di Coca (3052 m), il pizzo dì Redorta (3037 m) e la punta di Scais (3039 re), lungo il corso del fiume Serio, in un ambiente di grande interesse paesaggistico e culturale.
Il tratto iniziale della valle del fiume Serio, ampio e contornato da morbide colline, dimostra la sua origine di golfo padano e, favorita dalla natura quasi pianeggiante, dal fiume e dalla presenza della mano d'opera, partecipò, in misura assai maggiore delle altre valli bergamasche, allo sviluppo industriale tra la fine dell'800 e l'inizio del '900.

Partendo da piazzale Oberdan in Bergamo, si devono seguire le vie Borgo S.Caterina e F.Corridoni e, lasciando sulla destra la moderna superstrada, imboccare la vecchia provinciale della Val Seriana fino ad arrivare ad Alzano Lombardo.

Alzano Lombardo
Centro industriale e commerciale posto strategicamente sulla strada all'imbocco della valle Seriana, assunse, già a partire dall'alto medioevo, un importante ruolo sia per i commerci sia per la produzione di lane e sete. Di questa precoce e prospera attività economica rimangono ancor oggi i segni nel tessuto urbano, nei palazzi e nelle chiese.
Lungo la principale via Mazzini si allineano edifici che rivelano nei portici al piano terreno e nelle logge al piano superiore la tipologia delle case mercantili medievali: al civico n. 7, casa Muttoni Mosca del secolo XVI; al 55, casa Carlessi  del XV secolo; al 69, il seicentesco palazzo Pelliccioli del Portone, sede municipale . Allo sbocco in piazza Italia s'impone la mole della basilica di S. Martino, edificata nel 1659 da Girolamo Quadrio sul luogo di una pieve medievale e terminata agli inizi dell'800. Nel ricco interno a tre navate, si trova un monumentale pulpito in marmo con sculture di Andrea Fantoni (1712) e numerosi dipinti di pregio, tra cui: nell'altare destro, Martirio di S.Cristoforo di GB. Piazzetta; nel presbiterio, Miracolo di S. Martino di Gian Paolo Cavagna e Madonna col Bambino e Santi di Enea Salmeggia; nella cappella a sinistra, detta del Rosario, Madonna e S.Cristoforo di Jacopo Tintoretto; nell'altare sinistro, Martirio di S.Pietro da Verona di Palma il Vecchio. Particolarmente pregevoli le tre sagrestie tornate alloro originario splendore dopo i recentissimi restauri (1992-94): nella prima, sei grandi armadi barocchi sormontati da gruppi scultorei lignei, opera di Grazioso Fantoni il Vecchio; nella seconda, rivestita di ricchi stucchi e affreschi, risaltano i lavori lignei di Andrea Fantoni: preziosi credenzini coronati da un complesso scultoreo con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, due inginocchiatoi e un imponente altare; nella terza, stalli rococò e due porte con intagli e tarsie di G.B. Caniana.
Di fronte alla basilica via Fantoni conduce nella piazzetta Matteotti, ove prospetta il palazzo del Comune, con portico e tracce di affreschi, costruito alla fine del '300 e restaurato (?) in anni recenti. A destra, per via S.Pietro, oltrepassata la circonvallazione, si giunge alla quattrocentesca chiesa gotica di S.Pietro Martire, con elegante presbiterio rinascimentale di Pietro lsabello.

... la gita continua

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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