Home Page > Province > Bergamo > La val Calepio e il lago d'Iseo Venerdi, 3 Settembre 2010 
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La val Calepio e la sponda bergamasca del lago d'Iseo

La val Calepio è una parte dell'area collinare compresa tra i fiumi Cherio e Oglio, di notevole interesse paesaggistico e culturale.
Usciti da Bergamo per via Borgo Palazzo si prende la statale 42. Dopo circa una decina di chilometri si lascia la 42 e si prende la strada per Sarnico; dopo un breve rettilineo, una deviazione a destra conduce al borgo agricolo di Costa di Mezzate, dominato dallo scenografico castello Camozzi-Vertova, vasto e complesso insieme di costruzioni edificate in più riprese (dal secolo XIII al XIX), con piccolo cortile cinquecentesco e strutture fortificate medievali; all'interno, perlopiù di gusto neoclassico, sono conservati, oltre ad armi e oggetti d'arte, alcuni pregevoli dipinti: Madonna di Lorenzo Lotto, due ritratti di G.B. Moroni, autoritratto di Antonie van Dyck, Marina di Venezia di Francesco Guardi, Sacra famiglia di Jacopo Tintoretto, ritratto del Romanino.
Un'altra breve deviazione (a sinistra) dalla provinciale porta all'abitato di Carobbio degli Angeli, dominato dal cosiddetto castello degli Angeli, interessante borgo rustico cresciuto intorno a un maniero forse del '300, trasformato in convento carmelitano nel secolo XVI.
Nuovamente sulla provinciale, si giunge a Grumello del Monte, centro industriale specializzato nella produzione di bottoni, con un'interessante borgo medievale in posizione elevata, intorno all'antico castello dei Gonzaga, trasformato in villa nel secolo XVII, e un nucleo seicentesco attorno al palazzo Camozzi-Vertova.
In un paesaggio più mosso si arriva a Credaro. All'ingresso del paese a destra via Marconi porta alla piccola chiesa di S.Giorgio, forse del secolo XII e in parte rifatta nel '400; nel disadorno interno, in una cappella a sinistra, vi è un ciclo di interessanti, anche se mal conservati, affreschi di Lorenzo Lotto del 1525. Seguendo via S. Francesco si giunge in aperta campagna alla bella chiesetta di S.Fermo del secolo XII, rimaneggiata nel XV secolo, con campanile romanico a bifore nel mezzo della facciata. Al termine dell'abitato è l'ingresso al parco del castel Montecchio, costruzione del '400 completamente rifatta in forme neoclassiche da Leopold Pollack.
Nel successivo comune di Villongo, una breve diramazione a sinistra raggiunge Villongo San Filastro, dove sorge la piccola cappella di S.Rocco del secolo XVI che conteneva un importante ciclo di affreschi  del Romanino; i dipinti, staccati e restaurati, sono temporaneamente sistemati nel vicino Battistero, di fronte alla settecentesca parrocchiale di S.Filastro.

... la gita continua

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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