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La val Calepio è una parte dell'area
collinare compresa tra i fiumi Cherio e Oglio, di notevole interesse
paesaggistico e culturale.
Usciti da Bergamo per via Borgo Palazzo si prende la statale
42. Dopo circa una decina di chilometri si lascia la 42 e si prende la
strada per Sarnico; dopo un breve rettilineo, una deviazione a
destra conduce al borgo agricolo di Costa di Mezzate, dominato
dallo scenografico castello Camozzi-Vertova, vasto e complesso
insieme di costruzioni edificate in più riprese (dal secolo XIII al
XIX), con piccolo cortile cinquecentesco e strutture fortificate
medievali; all'interno, perlopiù di gusto neoclassico, sono
conservati, oltre ad armi e oggetti d'arte, alcuni pregevoli dipinti:
Madonna di Lorenzo Lotto, due ritratti di G.B. Moroni,
autoritratto di Antonie van Dyck, Marina di Venezia di
Francesco Guardi, Sacra famiglia di Jacopo Tintoretto,
ritratto del Romanino.
Un'altra breve deviazione (a sinistra) dalla provinciale porta
all'abitato di Carobbio degli Angeli, dominato dal cosiddetto
castello degli Angeli, interessante borgo rustico cresciuto
intorno a un maniero forse del '300, trasformato in convento
carmelitano nel secolo XVI.
Nuovamente sulla provinciale, si giunge a Grumello del Monte,
centro industriale specializzato nella produzione di bottoni, con
un'interessante borgo medievale in posizione elevata, intorno
all'antico castello dei Gonzaga, trasformato in villa nel
secolo XVII, e un nucleo seicentesco attorno al palazzo
Camozzi-Vertova.
In un paesaggio più mosso si arriva a Credaro. All'ingresso del
paese a destra via Marconi porta alla piccola chiesa di
S.Giorgio, forse del secolo XII e in parte rifatta nel '400; nel
disadorno interno, in una cappella a sinistra, vi è un ciclo di
interessanti, anche se mal conservati, affreschi di Lorenzo Lotto del
1525. Seguendo
via S. Francesco si giunge in aperta campagna alla bella
chiesetta di S.Fermo del secolo XII, rimaneggiata nel XV secolo, con
campanile romanico a bifore nel mezzo della facciata. Al termine
dell'abitato è l'ingresso al parco del castel Montecchio,
costruzione del '400 completamente rifatta in forme neoclassiche da
Leopold Pollack.
Nel successivo comune di Villongo, una breve diramazione a
sinistra raggiunge Villongo San Filastro, dove sorge la piccola
cappella di S.Rocco del secolo XVI che conteneva un importante
ciclo di affreschi del Romanino; i dipinti, staccati e
restaurati, sono temporaneamente sistemati nel vicino Battistero,
di fronte alla settecentesca parrocchiale di S.Filastro.
... la gita
continua |