Home Page > Province > Bergamo > La Pianura bergamasca Venerdi, 3 Settembre 2010 
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La Pianura bergamasca

Per visitare la pianura bergamasca che si sviluppa a sud della città si deve uscire da Bergamo verso sud per via S. Bernardino e si deve imboccare la statale 42 del Tonale e della Mèndola, che sottopassa prima la ferrovia, poi l'autostrada Milano-Venezia e raggiunge Stezzano

Stezzano
La cittadina conserva tracce dell'origine medievale nel nucleo centrale ed è caratterizzata da alcune ville neoclassiche con parco, dimore di una nobiltà terriera che ricavava le proprie rendite dal baco da seta. Disposte attorno a piazza della Libertà sono la villa Maffeis del secolo XIX, ora municipio, e la villa Moroni (1815), costruita da Giacomo Bianconi, allievo di Giuseppe Piermarini. Sulla stessa piazza prospetta la parrocchiale barocca di S. Giovanni Battista (1688-1841) preceduta da un imponente sagrato; le belle statue nel frontone e l'elegante campanile sono del XVIII secolo.
All'uscita dal paese s'incontra villa Caroli, ora Zanchi (1838-40), costruita anch'essa dal Bianconi, ma con vaghe reminiscenze palladiane.

Proseguendo verso sud la statale attraversa la strada Francesca, così chiamata perchè fu riaperta dai Franchi nel IX secolo sulle tracce di una precedente strada romana, e, dopo una ventina di chilometri, raggiunge Treviglio

Treviglio
Importante centro industriale e commerciale, è la seconda città della provincia di Bergamo. Sorse nel VIII secolo intorno a un castrum romano e in breve attirò un insediamento di carattere urbano, anche in ragione della posizione a metà tra Bergamo e Milano e all'incrocio delle strade per Crema e Brescia. lnfeudata ai Benedettini, agli inizi del XIV secolo fu per breve tempo libero comune e si cinse di mura che seguivano il tracciato dell'attuale circonvallazione interna; nel quarto decennio deI '300 si passo ai Visconti di Milano e poi ottenne lo statuto di "terra separata", che le consentiva l'esenzione dai dazi.
Treviglio conservò tale condizione fino al 1761, pur con l'alternarsi del dominio di veneziani, francesi, spagnoli e austriaci. Anche in virtù di questo privilegio raggiunse una prosperità economica che le valse l'attributo di "Trivillium grassum". Nell'800 la cittadina divenne un importante centro di sericoltura e le campagne intorno contavano ben duecentomila gelsi.
Nella centrale piazza Manara sorge la collegiata di S. Martino, fondata nel sec. X - XI sul luogo di una precedente chiesa longobarda. Nel '400 ebbe un primo rifacimento di cui resta evidente traccia nell'alto campanile romanico-gotico (un secondo campanile, vicino all'abside, risale al '300), e nel '700 fu nuovamente ristrutturata e ampliata. La movimentata facciata barocca è di Giovanni Ruggeri (1740). L'interno a tre navate è riccamente decorato con affreschi del secolo XVII-XVIII.
Seguendo via Fratelli Galliari s'incontra il palazzo Silva del secolo XVII con bel cortile e affreschi nelle sale interne. Più avanti vi è il santuario della Beata Vergine delle Lacrime, iniziato alla fine del secolo XVI e ampliato all'inizio del 1900, con interno a navata centrale affrescata da Gianluca e Carlo Molinari (1720).
In piazza Mentana, a nord-est del nucleo antico, sorge l'ex ospedale di S.Maria, con bel chiostro del primo '300 e aggiunte del secolo XV; ospita, tra l'altro il Museo civico (visita, lunedi, ore 9-12 e 14-1 7.30, martedi-venerdi, ore 15-18, sabato, ore 9-12-chiuso domenica), con dipinti, sculture, disegni e incisioni dal sec. XIV a oggi; nella sezione archeologica: reperti locali preromani, romani e la ricostruzione di una tomba gallica con corredo.

La gita continua...

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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