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La
statale 42, superato il lago di Èndine e il successivo minuscolo lago
di Gaiano, passa tra piccole cavità carsiche facenti parte della Riserva
naturale della Valle del Freddo; istituita dalla Regione
Lombardia, è caratterizzata da correnti sotterranee fredde che
determinano un microclima e una flora particolari.
Lovere
Cittadina
in strategica posizione al termine del lago d'Iseo e allo sbocco della
Valcamonica; già abitata in epoca preromana, divenne nel medioevo un
borgo fortificato e accrebbe la sua importanza tra il '400 e il '500,
quando i veneziani ne fecero capoluogo di "quadra" e centro
manifatturiero. Nella struttura urbanistica. dell'abitato sono ben
visibili la parte medievale incentrata sull'attuale piazza Vittorio
Emanuele e l'addizione rinascimentale con le strade ortogonali
originate dall'asse di via S.Maria. Nell'800 la costruzione
della rotabile per la Valcamonica aprì lo sviluppo edilizio lungo il
lago che andò assumendo sempre maggior importanza con la crescita
della vocazione turistica, ormai sovrapposta alle tradizionali attività
industriali (siderurgia e meccanica).
Sul lungo lago prospetta l'imponente facciata con portico del
neoclassico palazzo Tadini, sede della Galleria
dell'Accademia Tadini, fondata nel 1828 dal mecenate cremasco
Luigi Tadini. Comprende un'importante raccolta di dipinti di scuola
veneta e lombarda dal secolo XIV al XX; inoltre reperti archeologici
locali, pregevoli porcellane, bronzetti, disegni, armature, arazzi
fiamminghi (secolo XVI) e una collezione mineralogica. Fra i dipinti
si segnalano: Madonna
col Bambino di Jacopo Bellini; Madonna col Bambino di
Lorenzo Veneziano; ritratto di gentiluomo del Parmigianino; Battesimo
di Cristo e Madonna di Vincenzo Civerchio; Sacra conversazione
di Palma il Giovane; Giuditta e Oloferne e Salomè con la testa del
Battista del Cerano; S.Filippo e S.Belarmino di G.B.
Tiepoio. Nella cappella del giardino è il cenotafio del conte
Faustino Tadini, di Antonio Canova (1822).
Via Matteotti conduce a piazza Vittorio Emanuele, centro
del nucleo medievale, dominata dalla trecentesca torre civica
(gli affreschi sono del sec.XV e il coronamento terminale dell'800).
Per via Cavour si sale alla
chiesa di S.Giorgio, eretta alla base di una torre del '200, in
origine con pianta a croce greca, poi trasformata ripetutamente fino
all'aggiunta di due navate laterali.
Sempre da piazza Vittorio Emanuele, percorrendo un tratto di via
Gramsci si imbocca via S.Maria, asse dell'ampliamento
rinascimentale, e si raggiunge la forte struttura della basilica di
S.Maria in Valvendra compiuta tra il 1473 e 1483, forse per mano
di maestri comacini. L'interno a tre navate ha assunto un aspetto
barocco in seguito ai rifacimenti del 1647 e del 1751; nelle arcate
della navata mediana, affreschi di Floriano Ferramola; nel
presbiterio, organo di Stefano Lamberti (1518), con ante dipinte
esternamente dal Ferramola e internamente dal Moretto, e, all'altare
maggiore, Annunciazione di Pietro Marone (fine secolo XVI) in
una grandiosa ancona lignea.
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