Home Page > Province > Bergamo > La Val Cavallina Venerdi, 12 Marzo 2010 
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La Val Cavallina e Lovere

La statale 42, superato il lago di Èndine e il successivo minuscolo lago di Gaiano, passa tra piccole cavità carsiche facenti parte della Riserva naturale della Valle del Freddo; istituita dalla Regione Lombardia, è caratterizzata da correnti sotterranee fredde che determinano un microclima e una flora particolari.

Lovere
Cittadina in strategica posizione al termine del lago d'Iseo e allo sbocco della Valcamonica; già abitata in epoca preromana, divenne nel medioevo un borgo fortificato e accrebbe la sua importanza tra il '400 e il '500, quando i veneziani ne fecero capoluogo di "quadra" e centro manifatturiero. Nella struttura urbanistica. dell'abitato sono ben visibili la parte medievale incentrata sull'attuale piazza Vittorio Emanuele e l'addizione rinascimentale con le strade ortogonali originate dall'asse di via S.Maria. Nell'800 la costruzione della rotabile per la Valcamonica aprì lo sviluppo edilizio lungo il lago che andò assumendo sempre maggior importanza con la crescita della vocazione turistica, ormai sovrapposta alle tradizionali attività industriali (siderurgia e meccanica).
Sul lungo lago prospetta l'imponente facciata con portico del neoclassico palazzo Tadini, sede della Galleria dell'Accademia Tadini, fondata nel 1828 dal mecenate cremasco Luigi Tadini. Comprende un'importante raccolta di dipinti di scuola veneta e lombarda dal secolo XIV al XX; inoltre reperti archeologici locali, pregevoli porcellane, bronzetti, disegni, armature, arazzi fiamminghi (secolo XVI) e una collezione mineralogica. Fra i dipinti si segnalano: Madonna col Bambino di Jacopo Bellini; Madonna col Bambino di Lorenzo Veneziano; ritratto di gentiluomo del Parmigianino; Battesimo di Cristo e Madonna di Vincenzo Civerchio; Sacra conversazione di Palma il Giovane; Giuditta e Oloferne e Salomè con la testa del Battista del Cerano; S.Filippo e S.Belarmino di G.B. Tiepoio. Nella cappella del giardino è il cenotafio del conte Faustino Tadini, di Antonio Canova (1822).
Via Matteotti conduce a piazza Vittorio Emanuele, centro del nucleo medievale, dominata dalla trecentesca torre civica (gli affreschi sono del sec.XV e il coronamento terminale dell'800). Per via Cavour si sale alla chiesa di S.Giorgio, eretta alla base di una torre del '200, in origine con pianta a croce greca, poi trasformata ripetutamente fino all'aggiunta di due navate laterali.
Sempre da piazza Vittorio Emanuele, percorrendo un tratto di via Gramsci si imbocca via S.Maria, asse dell'ampliamento rinascimentale, e si raggiunge la forte struttura della basilica di S.Maria in Valvendra compiuta tra il 1473 e 1483, forse per mano di maestri comacini. L'interno a tre navate ha assunto un aspetto barocco in seguito ai rifacimenti del 1647 e del 1751; nelle arcate della navata mediana, affreschi di Floriano Ferramola; nel presbiterio, organo di Stefano Lamberti (1518), con ante dipinte esternamente dal Ferramola e internamente dal Moretto, e, all'altare maggiore, Annunciazione di Pietro Marone (fine secolo XVI) in una grandiosa ancona lignea.

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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