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Da San Giovanni Bianco, all'inizio della Val Taleggio, risalendo la val Brembana si entra nel comune di
Camerata CornelIo. Percorrendo un breve sentiero si sale a Cornello, piccolo nucleo di origine medioevale conservatosi
pressoché intatto e luogo d'origine della famiglia Tasso, di cui restano diversi
stemmi. Sul piccolo borgo si erge la chiesa dì origine duecentesca dei
Santi Cornelio e Cipriano, che conserva interessanti affreschi
del Quattrocento.
Proseguendo sulla strada si arriva a Lenna da dove si dipartono
una serie di piccole valli, discendenti dalle Alpi Orobie, dall'uniforme
paesaggio alpestre ma con caratteristiche 'funzionali' diversificate.
Da Lenna, risalendo il bacino del Brembo orientale si raggiunge
Branzi, località turistica, centro di produzione del formaggio
omonimo e di lavorazione dell'ardesia. Dotato di pista per lo sci di fondo, è punto di partenza per interessanti escursioni ai numerosi laghetti alpini
che caratterizzano il paesaggio delle Orobie.
Proseguendo si arriva a Foppolo,
luogo di villeggiatura e principale centro di sport invernali del bergamasco
posto in una piccola conca ai piedi delle Orobie, peraltro in un
paesaggio in parte alterato dal dilagare delle costruzioni sorte con
lo sviluppo turistico.
Vicino a Foppolo, altra località
dedicata agli sport invernali è Carona, ottima base di partenza, in estate, per splendide escursioni.
Sempre da Lenna, risalendo invece il ramo occidentale dell'alto Brembo si
percorre la valle di Mezzoldo, ricalcando il tracciato della
cinquecentesca via Priula, con le dogane poste dalla Repubblica
veneta a guardia dei suoi traffici con la Svizzera e la Germania. Una
deviazione sulla destra conduce a Piazzatorre, importante
località turistica estiva e invernale; nella parrocchiale di S.Giacomo,
un polittico di Agostino Facheris (1527) e un grande confessionale del
secolo XVII. All'inizio dell'abitato di Mezzoldo vi è
l'edificio seicentesco dell'ex dogana veneta, con facciata in parte
affrescata nel '700; nella Parrocchiale del secolo XVIII è conservata
una notevole tavola cinquecentesca (S.Pietro e i due S.Giovanni)
di Lattanzio da Rimini. Proseguendo si giunge
al passo di San Marco (1992 m), oltre il quale la strada scende in
Valtellina.
Nella tributaria val Mora si incontra Averara, stazione di
confine della Repubblica veneta, con palazzi signorili che ricordano
la passata importanza. All'originario ingresso al paese, di fronte al
torrente, rimane la schiera delle case più antiche (secolo XV), con
affreschi e stemmi sulle facciate, molto cancellati dal tempo, altri
affreschi di varie epoche sono visibili nel portico quattrocentesco al
di là del torrente, a fianco della settecentesca parrocchiale di S.Giacomo
Apostolo, che conserva all'interno interessanti dipinti e lavori
intagliati. In località Redivo è l'ex dogana veneta del primo
'600, di singolare tipologia, con piano terreno porticato, logge e
scale in legno.
Più avanti, a Cusio, località di sport invernali e centro
dell'artigianato dell'intaglio in legno, si trova un'altra ex dogana
veneta risalente al secolo XV; nella parrocchiale di S.Margherita
(secolo XVIII) si può ammirare un polittico di Andrea Previtali.
Nel primo tratto della Valtorta è l'abitato di Cassiglio,
dove la casa Milesi (secolo XVIII) ha la facciata affrescata
con curiose rappresentazioni di uomini in costume settecentesco e di
animali
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